IL GIOCO È RISERVATO AI MAGGIORENNI E PUÒ CREARE DIPENDENZA PATOLOGICA. | Probabilità di vincita
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La storia del MIT Blackjack Team, il gruppo di studenti che sbancò Las Vegas

Categoria: Mondo Casinò

Avete mai sentito parlare del MIT Blackjack Team? Con questo nome è stato identificato un gruppo di studenti ed ex-studenti del Massachusetts che per oltre 20 anni ha girato i casinò di tutto il mondo facendo soldi al Blackjack con metodi sofisticati. La storia di questi giocatori ha origine nel 1979 in alcuni prestigiosi college come il MIT, la Harvard Business School e la Harvard University.
Da questa storia è stato tratto un libro, appunto “The BlackJack Club” e il famoso film “21”.
Ricordiamo che il Blackjack nei casinò dal vivo è un gioco potenzialmente battibile, con qualche trucchetto più o meno complicato da mettere in pratica. Il più famoso è sicuramente quello del conteggio delle carte. Proprio questo metodo intorno al 1980 consentì al suddetto Blackjack Team di compiere le prime profittevoli trasferte ad Atlantic City. I ragazzi di allora si mossero durante lo spring break, prima di separarsi a maggio dopo la laurea. Alcuni poi mollarono il gioco, altri si stabilirono a Cambridge per insegnare ad altri studenti del MIT le tecniche apprese.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo esattamente come nacque il team. Tutto ebbe origine verso le fine di novembre del 1979, quando un giocatore professionista contattò uno studente dell’esistente corso di Blackjack del MIT, proponendo la trasferta ad Atlantic City. La città aveva appena reso legale il conteggio delle carte nei casinò.
A dicembre il gruppo giocò 5.000$ di un investitore in questo modo. A gennaio trovarono altri studenti attraverso il corso. Andarono avanti a intermittenza fino a maggio, quadruplicando i loro soldi nonostante una scarsa organizzazione.

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Massar, Kaplan e gli altri personaggi del team

Nel già citato mese di maggio del 1980 avvenne un incontro importantissimo per il futuro del team quando J. P. Massar, noto come ‘Mr. M’, udì una conversazione circa il Blackjack professionale in un ristorante cinese a Cambridge. Si presentò allora a Bill Kaplan, laureato di Harvard che aveva gestito un team di Blackjack di successo a Las Vegas tre anni prima. A partire dal 1980 però il suo team si dividette in tante piccole squadre in giro per il mondo.
Kaplan allora chiese a Massar di poter andare con lui ad Atlantic City per poterlo osservare in azione. Kaplan notò così durante un weekend che ogni giocatore di Massar utilizzava una tecnica diversa e complicata per contare le carte. Ciò portava ad alcuni errori e Kaplan lo fece notare a Massar al rientro.
Kaplan propose dunque di creare un team più organizzato, con una formazione rigorosa. Insomma, un vero e proprio business. Qualcuno era contrario, non voleva imparare un nuovo sistema di gioco e non voleva essere messo alla prova. Alla fine però l’idea di Kaplan ebbe la meglio.
Il 1° agosto del 1910 iniziò l’attività del nuovo MIT Blackjack Team, con una quota di investimento iniziale pari a 89.000$. I soldi provenivano anche da investitori esterni. Tra i dieci giocatori c’erano Kaplan e Massar insieme a Jonathan, Oca, e ‘Big Dave’. In dieci settimane raddoppiarono la somme investite. I profitti orari ai tavoli si aggiravano sui 160$, quasi in linea con la promessa di 170$ fatta agli investitori. Giocatori e investitori si dividevano i profitti, con i giocatori pagati in proporzione alle ore di gioco. I giocatori guadagnarono così circa 80$ all’ora, mentre gli investitori godettero di un rendimento del 250%.
Il team continuò a giocare per tutti gli anni ’80. Nel 1984 si contavano 35 giocatori e un capitale di 350mila dollari. Kaplan dovette smettere in quell’anno di farsi vedere nei casinò perché veniva riconosciuto dal personale.

Le tecniche del MIT Blackjack Team

Nel 1992 il trio composto da Bill Klapan, J. P. Massar e John Chang volle sfruttare l’apertura del Foxwoods Casino e formò un nuovo team provvisorio, chiamato ‘Strategic Investments‘. Il gruppo vinse in breve tempo 1 milione di dollari seguendo il sistema high low di Edward Thorp. Tre giocatori erano coinvolti nel sistema: un big player, un controller e uno spotter. Lo spotter contava le carte e segnalava i mazzi favorevoli. Il controller puntava poco e costantemente, verificando il conto dello spotter. A quel punto arrivava al tavolo il big player che puntava forte e vinceva.
Nei due anni successivi il gruppo crebbe fino a contare 80 giocatori provenienti da Cambridge ma anche da New York, New Jersey, Pennsylvania, California, Illinois e Washington. Sarah McCord, nel team dal 1983, diventò la responsabile del reclutamento nella West Coast.
In certi momenti c’erano 30 giocatori che giocavano simultaneamente in casinò di tutto il mondo. Molti membri venivano identificati e bannati, ma venivano rimpiazzati da nuovi studenti. Gli investigatori assunti dai casinò a un certo punto si sono resi conto che molti bannati provenivano dall’area di Boston e hanno capito il collegamento.
Il team del Massachusetts reclutava studenti attraversi volantini e passaparola nei campus universitari di tutto il Paese. I nuovi studenti venivano messi alla prova e addestrati gratuitamente. I giocatori al termine dell’addestramento dovevano sottoporsi alla cosiddetta ‘prova del fuoco‘, una serie di otto partite giocate con sei mazzi. Venivano poi supervisionati al casinò finché non diventavano perfetti per fare da ‘pali‘.
Il gruppo combinava gioco individuale e approccio di squadra per massimizzare le opportunità e mascherare i modelli di scommesse. John Chang, entrato nel team alla fine del 1980, in un’intervista del 2002 ha spiegato che la squadra usava il conteggio ma anche tecniche avanzate di mescolazione e localizzazione dell’asso. Con il semplice conteggio delle carte si poteva avere un vantaggio del 2%, ma con le altre tecniche si saliva fino al 4%.
Lo sviluppatore dell’approccio del team fu Al Francesco, entrato nella Blackjack Hall of Fame. Kaplan perfezionò ulteriormente i suoi metodi, rendendo migliore il rendimento orario e più difficile per i casinò individuare i contatori di carte.

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Libri, film e televisione

Ci sono diversi libri che parlano dello storico Blackjack Team del Massachusetts o che sono stati scritti da componenti della squadra. Ken Uston, uno dei primi membri del team, pubblicò per esempio il libro ‘Million Dollar Blackjack’ ancor prima di entrare in azione con Kaplan e gli altri.
Ben Mezrich ha raccolto invece in ‘Bringing Down the House‘ alcune storie dei giocatori del MIT. Mezrich ha ammesso però di aver inserito anche racconti non verificati nel libro. Mezrich ha scritto poi il seguito del libro, intitolandolo ‘Busting Vegas‘. In esso vengono raccontati diversi incidenti che la squadra ha dovuto affrontare tra il 1992 e il 1993.
Jeffrey Ma ha scritto il libro ‘The House Advantage: Playing the Odds to Win Big in Business‘ raccontando la sua esperienza nel Blackjam team del 1994. Nathaniel Tilton ha raccontaton in ‘The Blackjack Life‘ la sua esperienza da giocatore nel MIT Blackjack team e il suo addestramento.
Passiamo al cinema. Il film ‘The Last Casino’ del 2004 parla di tre studenti e un professore che contano le carte in Ontario e in Quebec. La storia richiama solo vagamente quella del MIT.
Nel 2008 esce invece il bellissimo film ‘21‘ della Columbia Pictures, interpretato da Kevin Spacey e Jim Sturgess. Jeff Ma e Henry Houh, ex giocatori della squadra, appaiono nel film come dealers di un casinò e anche Bill Kaplan appare in un cameo. Nella pellicola i luoghi sono proprio quelli del MIT e i personaggi sono ben ricreati.
Concludiamo con la televisione. La serie ‘Mysteries at the Museum’ racconta la storia del MIT Blackjack Team nell’episodio ‘Siamese Twins, Assassin Umbrella, Capone’s Cell’. The History Channel ha dedicato al Team un documentario, intitolato ‘Breaking Vegas‘ e diretto da Bruce David Klein. Anche la BBC ha dedicato un documentario alla stessa storia, intitolandolo ‘Making Millions the Easy Way‘.
‘Double Down’ è infine un episodio di ‘Numb3rs’ riguardante un gruppo di conteggio che ricicla denaro attraverso le vincite del casinò, guidato da un insegnante di scuola superiore.
 
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