IL GIOCO È RISERVATO AI MAGGIORENNI E PUÒ CREARE DIPENDENZA PATOLOGICA. | Probabilità di vincita
Sheldon Adelson
Sheldon Adelson, la storia dell’uomo più potente di Las Vegas

Categoria: Mondo Casinò

Se non avete mai sentito parlare di Sheldon Adelson, con ogni probabilità conoscerete invece alcune delle sue proprietà. Il Venatian e il Palazzo a Las Vegas, per esempio. O magari il Marina Bay Sands di Singapore.

Sheldon Adelson è il miliardario presidente e azionista di maggioranza del più grande operatore di casinò terrestri al mondo, la Las Vegas Sands. Vive con la moglie a Las Vegas, o almeno così si dice, nella sua megavilla, e possiede anche uno yacht da 90 metri e un jet privato da 380 posti.

E questa è la sua vita. La sua carriera. La sua ricchezza.

 
Sheldon Adelson
 

Sheldon Adelson, la biografia

Nato il 4 agosto del 1933, Sheldon Adelson è cresciuto nel quartiere di Dorchester a Boston, nel Massachusetts, nel pieno della Grande Depressione. Suo padre, un immigrato lituano, faceva il tassista, ma aveva anche un secondo lavoro: venditore di spazi pubblicitari. Anche la madre era un’immigrata, dal Galles, e di lavoro gestiva una piccolo negozio di maglieria.

Con due genitori così, crescere con senso del dovere era scontato, tanto che Sheldon Adelson trovò il suo primo lavoro quando aveva 12 anni –  una prassi piuttosto comune negli Stati Uniti degli anni Quaranta: vendere giornali agli angoli delle strade.

Un lavoretto che non permetteva a Sheldon Adelson di guadagnare molto, ma comunque a sufficienza per entrare al City College di New York nel 1951, con l’idea di laurearsi in materie finanziarie. Tuttavia, pur essendo uno studente modello, decise di lasciare la scuola dopo il secondo anno, per unirsi alla US Army, l’esercito statunitense.

Da stenografo a imprenditore

Dopo aver servito nell’esercito, il giovane Adelson cominciò a lavorare come stenografo di tribunale nientemeno che a Wall Street. Mentre trascriveva le sentenze, conosceva nuove persone e stringeva legami nel mondo degli affari.

Proprio una di queste conoscenze gli permise di trovare lavoro come broker e advisor: fu così che guadagnò il suo primo milione di dollari. Con quel capitale, investì nel mattone e in vari piccoli esercizi commerciali, tra cui l’American International Travel Service, che nel giro di pochi anni trasformò da start-up ad azienda multimilionaria.

Nel 1978, Adelson cominciò a investire su se stesso. Creò la COMDEX, una convention dedicata ai computer dove le aziende potevano presentare i propri prodotti a potenziali compratori. All’epoca l’industria dei computer era totalmente nuova e rappresentava un bel rischio. La scommessa si rivelò vincente, perché quando vendette la COMDEX, il suo valore era schizzato a mezzo miliardo di dollari.

Mentre lavorava alla COMDEX, Sheldon Adelson conobbe una donna di nome Sandra, che divenne sua moglie. Non potendo avere figli, decisero di adottarne tre: Mitchell, Gary e Shelley. Il matrimonio terminò nel 1988, ma nel 1991 il magnate si risposò con quella che è ancora sua moglie, Miriam Farbstein Ochshorn.

 
The Venetian Las Vegas
 

L’impatto sul mondo dei casinò

Per tenere la mente impegnata durante il divorzio da Sandra, Sheldon Adelson si mise a cercare nuove opportunità di investimento e gli capitò sottomano un’occasione nell’industria dei casinò. Acquistò infatti nel 1988 il Sands Hotel and Casino di Las Vegas, dove Frank Sinatra e il Rat Pack erano soliti bighellonare, ad un prezzo particolarmente vantaggioso.

Inizialmente considerò l’ipotesi di ristrutturarlo, ma quando si rese conto che l’impresa gli sarebbe costata svariati milioni di dollari, optò per una scelta più drastica: demolizione e ricostruzione.

Nacque così il Venetian, il mitico casinò che ricrea l’atmosfera della nostra Venezia, con tanto di canali, gondole e gondolieri. Ancor prima della rivoluzione dei casinò live, che permettono di godersi l’atmosfera di una sala da gioco terrestre pur senza uscire di casa, Adelson aveva lanciato un nuovo modo di interpretare il gioco come un’esperienza a 360 gradi.

La lobby del Venetian è caratterizzata infatt da alte colonne fatte di autentico marmo Botticino, fatto arrivare direttamente dall’Italia. Il casinò ospita anche una replica della Torre del Campanile, di poco più bassa rispetto all’originale.

Adelson voleva che il Venetian fosse molto più di un semplice posto dove giocare: voleva che diventasse un must per tutti i turisti. Una volta completato, poteva vantare 4.000 stanze, un enorme casinò, 30 ristoranti, una spa, un cinema e diversi negozi. Il Venetian aprì ufficialmente nel 1999.

Il successo anche a Macao

Dopo aver constatato il successo del Venetian, Sheldon Adelson decise di voler creare un altro casinò e si concentrò su Macao, dove il governo stava per vendere nuove licenze di gioco. Prima del suo Sands Macau, il primo casinò in stile Las Vegas mai creato in città, le sale da gioco dell’isola erano per lo più magazzini riadattati.

Adelson spese 265 milioni di dollari per creare il nuovo casinò a Macao, ma ci mise poco meno di 9 mesi per rientrare dell’investimento. L’apertura del Sands alzò l’asticella dell’industria del gioco a Macao, che dovette adeguarsi per non finire stritolata.

Non a caso, oggi Macao conta centinaia di casinò di altissima qualità ed è diventata una delle destinazioni preferite al mondo tra gli appassionati del gioco.

 
Sheldon Adelson e Miriam
 

Sheldon Adelson: la ricchezza e la beneficenza

La lista dei casinò posseduti da Sheldon Adelson è davvero lunga. Oltre a Las Vegas e Macao, il magnate nel 2010 ha costruito anche il Marina Bay a Singapore, spendendo  – si dice – qualcosa come 5,5 miliardi di dollari.

Nonostante sia uno degli uomini più ricchi del mondo (la sua ricchezza è stimata intorno ai 42 miliardi di dollari), Sheldon Adelson è impegnato anche nel sociale. Nel 2007 ha lanciato, insieme alla seconda moglie Miriam, la Adelson Foundation, donando circa 140 milioni di dollari alla Birtright Israel, un’organizzazione non profit.

I coniugi Adelson hanno creato persino una loro scuola privata a Las Vegas, l’Adelson Educational Campus, accessibile tramite borse di studio anche alle famiglie meno abbienti.

 

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