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Cinema e videogiochi: dalla console al grande schermo

Categoria: Giochi

Il mondo del cinema e quello dei videogiochi vivono da anni una sinergia sempre più stretta. Sono tanti infatti i successi da console che grazie al loro folto pubblico hanno portato le grandi case di produzione a farne una versione tutta action per il grande schermo.
Ma oltre al passaggio fisico di storie, il connubio è anche di esperienze e metodologie: il cinema vive sempre più di action e ritmi frenetici da videogame, che viceversa molto spesso utilizza tecniche e narrazione più tipiche della cellulosa.

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Cinema e Videogame: attrazione reciproca

Il primo punto da osservare, prima ancora di vedere fisicamente quali titoli sono passati dalla console al cinema, è che c’è da tempo un cambiamento nel modo di approcciare queste due forme di comunicazione.
Da una parte, al cinema, vediamo registi che sempre più spesso si affidano a ritmi e sequenze proprie del mondo video-ludico (alcune scene di Matrix solo per fare un esempio), se non proprio soluzioni di regia (basti pensare a quella visuale in prima persona che tanto ricorda gli “sparatutto”).
E viceversa, sono sempre di più i video-giochi che fanno ampio uso di filmati, sceneggiature e narrazioni proprie dei lungometraggi, per non parlare degli stessi attori del cinema che grazie al motion-capture danno il volto proprio ai protagonisti dei giochi.
Non poteva del resto che essere una sinergia completa, visto il target di pubblico similare per molti versi.

I grandi passaggi dalla console al cinema

E in questa ottica di interscambio, sono quinti tante anche le contaminazioni tra i due generi narrativi.  Praticamente tutti i grandi film fantasy e di fantascienza varia sono finiti in un qualche gioco da console, impossibile fare l’elenco completo senza riempire pagine e pagine (dai SuperEroi di ogni genere, passando per Guerre Stellari o Il Signore degli Anelli).
E molti come dicevamo anche in senso inverso. Anche se in questo caso, va detto che non sempre (quasi mai?) il passaggio non è costato molto in termini qualitativi. Difficile ricordare una di queste transazione come ottimamente riuscita.

L’epopea di Lara Croft con Tomb Raider ha vissuto fasi alterne ma un buon successo di pubblico (merito anche di una Angelina Jolie che ne ha caratterizzato al meglio il personaggio). Mentre per esempio un Assassin’s Creed pur arrivando al cinema già con una platea di appassionati molto folta, non è riuscito minimamente a trasportare sul grande schermo quelle emozioni e quelle atmosfere tipiche del gioco.
Destini diversi anche per i due filoni horror, con Resident Evil arrivato in ben sei capitoli nella serie cinematografica (tutti con Milla Jovovich sempre protagonista) e un Silent Hill invece non particolarmente apprezzato (ne è bastato uno al cinema per non avere seguito…).
E poi naturalmente i “Picchiaduro”, i giochi di lotta estrema che hanno fatto fortuna su console, con diversi tentativi anche nel grande schermo: da Mortal Kombat a Street Fighter, passando per i vari Tekken. Tutti molto onestamente, dimenticabili in fatto di qualità cinematografica, ma sicuramente coinvolgenti come action movie.
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Il problema è che molto spesso sono proprio i fan accaniti del videogioco ad essere ancora più critici verso un prodotto comunque spesso non eccelso. Bastava sentire gli appassionati di un’altro grande classico Fantasy come Warcraft, un videogioco che ha creato una vera a propria folta comunità reale in tutti questi anni, quasi nessuno con pareri positivi sul film.
E gli esempi potrebbero continuare, quasi mai con grandi eccellenze. Ma in ogni caso siamo sicuri di una cosa: la sinergia tra questi due mondi continuerà a lungo (forse con sempre maggiore “vantaggio” per i videogiochi).
 
 
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