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Come fanno i bookmaker a stabilire le quote?

Categoria: Giochi

Vi siete mai chiesti come fanno i bookmakers, ovvero i siti e gli operatori che offrono la possibilità di scommettere sugli eventi sportivi (e non solo), a stabilire le loro quote? In base a cosa una squadra è data a 1,90 in una partita e a 3,00 in un’altra? Come vengono individuati esattamente questi numeri?
Proviamo subito a rispondervi. I bookies hanno il compito di stabilire le quote per ogni scommessa e di modificarle se necessario, secondo vari criteri da tenere conto nel loro lavoro. Alla fine di calcoli e ragionamenti accurati, si ottengono delle quote che possono essere espresse in vari modi.
Da noi in Italia si usa la forma europea decimale, ovvero i classici numeri con la virgola. Esistono poi anche le frazioni tipiche inglesi e le quote americane, con i segni + e – davanti ai numeri. Ma torniamo al discorso iniziale: da dove partono i bookmaker per fissare delle quote?

Quali sono i fattori che determinano le quote?

Chi lavora per un bookmaker si chiama solitamente trader. Sono i traders che fisicamente assegnano delle quote agli eventi. Questi analisti devono tener conto di varie cose nel loro lavoro: la forza e la forma delle squadre, gli infortuni dei giocatori chiave, l’influenza dei tifosi, dell’arbitro, degli allenatori, ecc… È chiaro dunque che i traders hanno un lavoro facilitato se sono degli appassionati di sport e se restano sempre aggiornati sulle ultime notizie.
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In aggiunta a tutti questi elementi prettamente tecnici e sportivi, bisogna tenere conto del giro d’affari che un match o una rassegna può generare. Per esempio, se l’Italia gioca contro la Francia in una gara internazionale, è normale che molti nostri connazionali vorranno puntare sugli azzurri, indipendentemente dalle motivazioni tattiche o obiettive. In quel caso la quota sull’Italia si abbasserà, perché il bookmaker non può rischiare di pagare troppi soldi in caso di 1.
A tutto questo discorso bisogna aggiungere il fatto che un bookmaker deve essere sicuro di ricavare un utile dalla sua attività. Perciò le quote, tendenzialmente, non saranno mai troppo favorevoli agli scommettitori. Prendiamo come esempio una classica partita di calcio. I risultati possibili sono fondamentalmente tre: 1, X e 2. Se regnasse l’equilibrio perfetto, i tre segni dovrebbero essere pagati tutti a quota 3,00. In questo caso utopico si parlerebbe di gioco a somma zero. Ma il book non può permettersi un’offerta simile!  I tre segni verranno dunque abbassati sotto la soglia 3,00.

I picchetti e la lavagna


Scendiamo un po’ più nello specifico e spieghiamo cos’è il cosiddetto picchetto (o ancor meglio, picchetto tecnico) nelle scommesse. Partiamo dalle basi. Per calcolare le probabilità degli esiti di una partita di calcio, si possono andare a vedere i precedenti risultati delle due squadre.
Prendiamo un ipotetico match Udinese-Bologna. Nel campionato in corso l’Udinese ha giocato in casa dall’inizio del campionato 18 volte, ottenendo 8 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Il Bologna ha giocato in trasferta 18 volte centrando 2 vittorie, 4 pareggi e 12 sconfitte.
Si calcola allora così la probabilità dell’1:
(gare vinte dall’Udinese in casa + gare perse dal Bologna in trasferta) / (gare giocate Udinese in casa + gare giocate dal Bologna in trasferta)
Traducendo il calcolo in numeri, possiamo scrivere:
(8+12) / (18+18) = 0,55 = 55%
Il calcolo va ripetuto poi anche per gli altri due segni. Otteniamo così un 22% di probabilità per il pareggio e un 22% per il 2. Per calcolare la quota definitiva bisogna dividere 100 per la probabilità di ognuno degli eventi.
Segno 1: 100/55 = 1,81
Segno X: 100/22 = 4,54
Ssegno 2: 100/22 = 4,54
Calcoli simili si possono fare poi per il picchetto forma (basato sullo stato di forma delle squadre nelle ultime gare) e il picchetto rating (valutazione su tutte le partite giocate). Combinando questi picchetti e altri fattori, si ottengono quasi le quote finali. Manca da aggiungere solo il margine di guadagno del bookmaker, detto ‘lavagna’.  Adesso il quadro vi è un po’ più chiaro?
 
 
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