IL GIOCO È RISERVATO AI MAGGIORENNI E PUÒ CREARE DIPENDENZA PATOLOGICA. | Probabilità di vincita
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Quanto costa giocare ai titoli eSports?

Categoria: Giochi

Con la loro grande diffusione recente, gli eSports e la cultura dei videogiochi competitivi attira sempre più giovani. Sfondare in questo mondo e diventare un “cyber atleta” non è più il sogno di pochi. La domanda allora che molti si fanno una volta acquisita la volontà di immergersi nei titoli eSports è questa: Quanto costa giocare ai videogiochi competitivi?
La risposta non è scontata e dipende chiaramente da diversi fattori. Partiamo subito premettendo che il concetto di “eSport” non è da intendere come se fosse una categoria di gioco. Dire che un titolo è un eSport non è la stessa cosa di dire “Questo è uno sparatutto, questo invece è un picchiaduro”. Sparatutto o picchiaduro per esempio sono categorie in cui vengono racchiusi i giochi in base alla loro tipologia. Un titolo eSport può essere di una categoria piuttosto che di un altra. Quello che rende un titolo eSport è la “competitività”. Un videogioco competitivo accompagnato da tornei ufficiali e da un’utenza che giornalmente compete per una classifica è considerabile un eSport.

Si può giocare gratis ai titoli eSports?

Dalla premessa che abbiamo fatto si intuisce quindi che i titoli eSports sono tanti e di ogni tipologia. Questo significa che ci sono titoli per console e altri per PC. Ebbene oggi la maggior parte dei titoli eSports sono completamente gratuiti. Alcuni giochi però, in particolare quelli per console, non sono gratuiti ma vanno acquistati. Ad oggi però c’è un dato che esprime moltissimo della direzione che si sta prendendo in questo ambiente: I titoli eSports più giocati al mondo sono gratuiti. Parliamo di giochi come League of Legends, Dota2, CS-Go e Starcraft 2. Questi titoli nel loro insieme rappresentano oggi praticamente l’80% del volume di gioco degli eSports. Inoltre c’è da considerare che a questi si aggiungono altri due titoli che sono i più giocati del momento, parliamo di Fortnite ed Apex Legends.
Il motivo per cui li abbiamo menzionati a parte è dovuto al fatto che ancora non hanno una struttura competitiva organizzata ma si stanno muovendo in questa direzione per il futuro. Ricordiamo inoltre che sia Apex Legends che Fortnite sono titoli gratuiti sia da PC che per console.  Possiamo dire quindi che quando verranno ufficializzate le prime competizioni eSports anche per questi FPS, il 90% circa dei titoli eSports più giocati saranno gratuiti. La piccola parte restante di videogiochi competitivi che non sono gratuiti è costituita da alcuni titoli principalmente per console. Per esempio giochi come FIFA hanno discreti volumi di gioco e competizioni ufficiali ma occorre acquistarli e non sono scaricabili gratuitamente. Lo stesso vale per la maggior dei picchiaduro come Tekken o Street Fighter che, sebbene con volumi più piccoli, hanno le loro competizioni eSport. Il prezzo di questi titoli varia normalmente tra i €35 e i €70.

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Cosa si paga nei titoli eSports?

Nonostante come detto giocare ai titoli eSports è nella maggior parte dei casi gratuito, molti giochi hanno comunque dei contenuti acquistabili in-game. La categoria stessa che accomuna gli eSports è proprio quella dei “Free to play” che letteralmente significa “Gratis da giocare”. Tuttavia questo non vuol dire che non ci siano contenuti acquistabili, anzi ci sono e riguardano l’aspetto estetico il più delle volte. Il concetto che è alla base degli eSports è la competizione ecco perchè per questi titoli i contenuti acquistabili non inficiano in genere sul gioco e sulle prestazioni. Gli eSports sono filosoficamente all’opposto dei “Pay to win” ovvero quei giochi dove chi paga di più vince.
Quello che si può acquistare nella maggior parte dei casi sono le cosiddette “skin”. Le skin sono costumi o aspetti acquistabili tanto per i personaggi quanto per armi o altri elementi del gioco. Ormai ogni gioco ha la sua sezione “negozio” in cui si può acquistare utilizzando la moneta del gioco gratuita ottenibile semplicemente giocando. Esiste poi la moneta “premium” del gioco ottenibile convertendo soldi veri che dà accesso ai vari contenuti del negozio. Nei vari MOBA ogni personaggio ha un comparto di skin acquistabili e queste hanno una valenza esclusivamente estetica, non alterano in nessun caso i parametri di gioco e non danno alcun tipo di bonus. Anche per gli FPS si possono acquistare contenuti come i costumi per il proprio personaggio, estetiche per le armi o le armature e nuovi loghi o icone.

Perché i principali eSports sono tutti gratuiti

Il fatto che tutti i titoli eSports più giocati siano gratuiti non è un caso. Già di base il volume di utenza che raggiunge un gioco “Free to play” rispetto a un “Pay to play” è chiaramente maggiore. Se si pensa per esempio al fenomeno di Fortnite si può notare come questo abbia scalzato l’allora PUBG che era il battle royale per eccellenza nonché il più giocato. Tra i motivi principali di questo sorpasso c’è stato indubbiamente il fatto che Fortnite fosse gratuito. Un gioco gratuito permette a tutti di diventare un pro player partendo anche da zero. Non necessita di portafoglio ma solo di abilità e costanza. Il successo degli eSports è legato molto alla loro fruibilità gratuita.
Un gioco per essere competitivo deve essere bilanciato. Il bilanciamento nei giochi eSports è essenziale ed è il motivo per cui patch dopo patch il gioco cambia in continuazione. È per questo che nei giochi competitivi non ci sono contenuti acquistabili che forniscono bonus statistici in partita. Ovviamente come abbiamo specificato il discorso vale per i principali titoli eSports, alcuni titoli che hanno un mercato minore ma che sono riconosciuti come eSports prevedono acquisti che aiutano anche in partita. La tendenza però è piuttosto chiara: eSport = gioco gratuito. Questa equazione, sopratutto negli ultimi tempi, si ripropone con costanza. Ormai ogni casa di produzione che ha intenzione di approdare sul mercato degli eSports sa bene che fare un gioco gratuito è alla base del successo.
 
 
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