IL GIOCO È RISERVATO AI MAGGIORENNI E PUÒ CREARE DIPENDENZA PATOLOGICA. | Probabilità di vincita
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Le regole per un bluff perfetto nel poker

Categoria: Poker

Il bluff è una delle componenti più famose e anche affascinanti nel gioco del poker. Tutti sanno che non sempre si punta secondo il vero valore delle proprie carte. A volte si deve rischiare per costringere l’avversario ad abbandonare. Solo in questo modo è possibile mettere le mani su certi piatti. E l’adrenalina in quei momenti è alle stelle…

Per non parlare della tentazione di girare poi le proprie carte mediocri ed esibire a tutti la giocata. Ma come si fa a capire quando è il momento giusto per bluffare? Quali sono i segreti per un bluff davvero efficace? Cerchiamo di capirlo grazie ai suggerimenti dei professionisti.

Bluffa contro l’avversario giusto

Prima di tutto chiediamoci: qual è la probabilità che il nostro avversario (o i nostri avversari) foldino dopo il nostro bluff? La risposta è determinata da diversi fattori. In primis va considerato appunto il numero di persone da far foldare: maggiori giocatori sono coinvolti nella mano e più dobbiamo stare attenti a eventuali trappole.

Poi pensiamo all’immagine di noi stessi al tavolo: più mani “vere” hai mostrato finora al tavolo, maggiori sono le probabilità che qualcuno foldi ad una tua puntata. Ti “crederanno” con più facilità.

Analizziamo poi il profilo dell’avversario, e proviamo ad inserirlo in una delle tipologie di giocatore di pokerIn particolare si deve bluffare contro i giocatori tight ed essere prudenti contro quelli loose! Se un giocatore tende ad andare sempre fino allo showdown con una coppia, possiamo definirlo una “calling station”. Lascia perdere l’idea di un bluff contro di lui!

Infine sfruttiamo per bene la posizione (nostra e degli altri) per ottenere informazioni utili ed utilizzarle. Proprio quando non credi nella forza della tua mano, è fondamentale riconoscere le debolezze nelle mani degli avversari. Moltissimi piatti al tavolo da poker possono essere considerati “vacanti”. Chi scopre per primo la debolezza degli avversari, si aggiudica quei piatti. Se hai posizione, puoi osservare le mosse di ogni avversario prima di agire e sfruttare dunque un bel vantaggio.

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Prenditi il rischio solo se ne vale la pena

Vi ritroverete prima o poi a bluffare al tavolo perché sapete di non potere vincere allo showdown. Ne consegue che perderete quel piatto non bluffando oppure ricevendo un call indesiderato al vostro bluff.

Il rapporto chance-rischio va saggiamente calcolato. Ricordatevi che i nostri tentativi di bluff dovrebbero funzionare in un rapporto più favorevole rispetto a quello tra la puntata in bluff e il piatto. Per un principiante è difficile da capire, ma basta fare qualche esempio.

Nel caso di una puntata in bluff pari al piatto, il rapporto tra successo e insuccesso deve essere almeno di 1 a 1: se il tuo avversario folda vinci il piatto, ma se vieni chiamato perdi appunto una puntata pari al pot. Nel caso di una bluff bet pari soltanto al 20% del piatto, rischi 20 per vincere 100. In questo caso, pertanto, è sufficiente che il bluff funzioni una volta su cinque. Come spesso accade il poker è una questione matematica.

Bluffa con la giusta frequenza

Da un punto di vista matematico, la risposta è abbastanza semplice. La frequenza dei bluff deve equivalere alle probabilità che dai agli avversari. Cosa significa? Torniamo alla bluff bet del 20% appena citata. La puntata dà ad ogni avversario delle odds di 1:6. Supponiamo che un avversario possa battere solo un bluff. Se lui sapesse che tu non bluffi mai, la sua decisione sarebbe davvero facile: fold. Se sapesse invece che tu bluffi sempre, allora farebbe call.

Per mettere in difficoltà il nostro avversario dobbiamo bluffare il 20% del pot esattamente in una situazione su sette! A quel punto il tuo avversario non saprà davvero che fare. La sua probabilità di vincere pari a 1/7 equivale al rapporto offertogli tra i costi e la vincita (20:120). Il suo dilemma è: se folda, tu potresti rubare il piatto. Se chiama, sa di regalarti soldi in sei casi su sette.

Cosa abbiamo imparato? Bluffando con la frequenza giusta, diventeremo giocatori di poker molto più bravi di chi bluffa troppo o di chi non bluffa mai. Chi non bluffa mai, infatti, non ottiene nessuna azione; chi bluffa sempre, ottiene al contrario troppa azione. Chi bluffa con la frequenza corretta, è illegibile e costringe gli avversari a prendere costantemente decisioni difficili, spesso sbagliate. Questo concetto vale ancora di più nel poker online, dove non vedendo il nostro avversario non possiamo che affidarci alle sue azioni per tentare di decifrarlo.

In conclusione, cari lettori, vi raccomandiamo di analizzare attentamente la situazione prima di ogni bluff. Un bluff richiede “capitale” da investire e l’occasioni per attuarlo si presentano continuamente. Sfruttatele a vostro vantaggio!

 

 

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